BAD FRIENDS

Sanzo and Gojyo's life!

Chi siamo?

Genjo Sanzo Hoshi e Sha Gojyo. Due deficienti patentati trasposti dal manga culto di Kazuya Minekura "Saiyuki" nella Tokyo dei giorni d'oggi, in quell'amena età che si aggira attorno alla ventina, in cui si va a VIVERE DA SOLI. Gente a cui proprio non riesce avere vita semplice, o proprio se la ha, se la va ad incasinare. Attenti. Potremmo deviarvi la mente, turbarvi e/o farvi divenire nostri/e schiavi/e.

Dietro ai due

Ren_chan, Sanzo, e Leryu, Gojyo. Una coppia di sciagurate ormai ridotte alla passione per Saiyuki in stadio terminale. Carattere? Abbastanza antitetico a quelli dei nostri beniamini che interpretiamo, ma li amiamo tanto da fare del nostro meglio. ^ ^ Anzi, cosa state a leggere di noi...? Questo è il regno di Sanzo e Gojyo! ò__O

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Immagine del template: Sanzo e Gojyo, by Kazuya Minekura

I personaggi originali di Sanzo e Gojyo sono frutto dell'invenzione e ingegno della sensei Kazuya Minekura, tratti dal manga "Saiyuki", e le sottoscritte si limitano a reinterpretarli.

I contenuti dei post di questi blog, in quanto situazioni, circostanze, battute, idee, sono invece interamente frutto della nostra inventiva e del nostro lavoro, per cui se mai ci imbatteremo nel caso di scoprire che qualcuno/a si è azzardato/a a riprodurre, interamente o parzialmente, contenuti dei nostri post onde riscriverli in una fan fiction spacciandoli per suoi, sappia che noi lo/a scoveremo, lo/a rintracceremo fosse anche in capo al mondo, ed egli/ella si ritroverà con una Shoreijyu e uno Shakujo puntati davanti. ^_^

Siate onesti, decisamente vi conviene. * *

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domenica, 14 novembre 2004

Sono sconvolto per me stesso.
Mi sto incamminando con andatura nervosa verso un liceo, un liceo che per giunta non ho mai visto in vita mia, solo perché ho ricevuto una richiesta, che consisteva più o meno nella candida domanda "Mi passi a prendere, per favore?". Il che mi ha fatto sentire, logicamente, una via di mezzo fra un autista (e dato che non ho la macchina, scarterei la sensazione) e un padre che va a prendere il figlio da scuola (molto, MOLTO preoccupante). Per questo motivo non ero granché propenso ad andarmi a cacciare volontariamente nella situazione, ma fatto sta; uno, perché dovevo passare da questa strada comunque; due, perché... perché sì.

Edificio squadrato che si staglia nel cielo, davanti ad un piazzaletto, uniformi di una divisa scolastica che passeggiano. Tutto questo mi riporta stramaledettamente ai tempi del mio liceo. Sono evaso da quel luogo due anni fa. Ed è proprio lì che ho conosciuto Gojyo, mio compagno di classe, e Hakkai, che era di un'altra sezione. Ma non ho voglia di stare lì a ricordarmi di vecchie cose. Solo che, un ricordo tira l'altro, mi passa vicino un ragazzino con una borsa da ginnastica a tracolla, e mi riporta in mente di quegli assurdi tempi dove il mio attuale coinquilino lo avrei strozzato volentieri (non che la cosa sia cambiata granché, andando avanti), in occasione per esempio delle lezioni che più detestavo: quelle di educazione fisica. Ricordo distintamente il momento precedente alle lezioni: ci dirigevamo come un nugolo di formiche verso gli spogliatoi; io ero sempre, categoricamente, il primo, e andavo con somma naturalezza e indifferenza dritto a barricarmi nel bagno, incurante dei commenti seccati delle amebe altre. Del resto, delle loro proteste non me ne fregava beatamente un cazzo; se proprio avevano bisogno del bagno, aspettavano che finissi, e cazzacci loro. Molti, tutti mi odiavano per questo comportamento, ma non me ne fregava molto né allora né ora a ripensarci. Certo, probabilmente risultava loro superbo da parte del sottoscritto che non mi cambiassi tra i comuni mortali e mi barricassi altrove, ma, come amo ripetere, non me ne sbatteva esattamente niente. L'unico era Gojyo, che proprio non si raccapezzava del perché del mio isolamento; cazzo, quella volta che a momenti abbatteva la porta! Era quasi saltato un cardine! Quel deficiente cerebroleso! In quell'occasione ci siamo picchiati, me lo ricordo bene.

- Ah ah ah! No, non ci riesci!! -
Una voce che conosco; i miei pensieri si disperdono. Allora sollevo gli occhi al cortiletto e vedo Goku, giacca della divisa slacciata e camicia sbottonata che corre, qualche goccia di sudore, ridendo come un perfetto idiota. "Allora non sta male come credevo" mi sorprendo a pensare. Mi stizzisco da solo per la sensazione che provo, che suppongo debba essere qualcosa come il sollievo. I compagni che, probabilmente, lo stanno inseguendo (ma guarda! Giocano ad Acchiapparella come i mocciosi di cinque anni, non posso crederci!), sono sfiniti e probabilmente è un bel pezzo che lo rincorrono vanamente. Sembra un bambino dell'asilo.
Ok, ho deciso. Mi rimangio la decisione di assecondarlo e opto per la mia tecnica migliore: faccio finta di non riconoscerlo, magari mi va meglio che con Gojyo. Adesso mi volto e vado...
- Ah...! SANZO! - esclama invece lui, illuminandosi tutto.
Merda. Ma qualcuno dall'alto ce l'ha forse con me...?!
- PRESO! -
Gli altri ragazzini riescono finalmente ad abbrancarlo, ma lui non se ne cura. Si rialza, caduto nell'impeto della cattura, e mi viene incontro senza guardarli.
- Grazie per essere passato! Vado a prendere la mia roba e arrivo! -
- Sbrigati, scimmia. - lo liquido senza salutarlo.
- Ehi, Goku, già te ne vai? -
- Non resti? -
- Non posso; è arrivato Sanzo! -
sorride questo, come se fosse una spiegazione esauriente, e corre verso l'edificio. Ma non esaurisce mai le energie, quello lì?

Schiviamo un gruppo di ragazzine in divisa che non so come se ne stavano impalate senza spiccicar parola e andiamo dritti verso la cancellata.
- Goku, Goku! -
Mi fermo e sbuffo. Ma quanto è popolare questa scimmia in questa maledetta scuola?! Lo distanzio un po' e mi accendo una sigaretta, guardando l'orologio.
- Devo andare, per favore! -
- Ma chi è quello lì? -
- E' Sanzo... -
Che risposta da Oscar.
- Ma Sanzo chi? -
- Sanzo è Sanzo... - fa mostra di non capire.
Ma è scemo veramente o lo fa apposta? I misteri della vita.
- Non capisco ma... lo conosci? -
Questa tizia merita sicuramente un premio Nobel per le capacità deduttive! (ruguardo l'orologio. Cazzo, è tardi!)
- Sì... -
- Me lo presenti?! - >/////<
- Goku, non posso stare qua fino a sera, che cazzo! Muovi quel culo e andiamo!! -
- Ciao ciao! - ^ ^
saluta la scimmia. Riusciamo ad andarcene.
Sarebbe QUESTO andare a prendere a scuola un ragazzino?! ...giuro che se mai mi verrà l'insana idea di avere un figlio, anche se la cosa già di per sé è impossibile... chiederò a Gojyo di darmi una mazzata in testa!

- Scusa per averti fatto aspettare. - ^ ^
- Tsk. -
- Grazie per essere venuto. -
- Piantala di ringraziarmi e muoviti. -
Sorride nonostante le mie frecciate velenose.
- Che hai da sorridere come un imbecille? -
Aspetta un po', prima di rispondere.
- ...perché solo il fatto che sei venuto, mi fa piacere. -
- ...tsk. -
E' l'unica cosa che mi viene in mente da rispondere.
- Sai, ultimamente ero un po' giù... -
- ... -
- Era un periodo un po' così... sai quando temi in tutti i modi di deludere una persona? ...ma non è successo, e allora mi sento bene... i miei genitori adottivi sono delle brave persone... sono tanto buoni, davvero... -
- ... -
- Te ne eri accorto? -
- Di che? -
- Niente. - sorride.
L'ha capito da sola, la scimmia. E io che la faccio tanto facile a chiamarla stupida.

- Sei in ritardo, amore. -
Giuro che al prossimo commento sulla nostra convivenza """amorosa""" gli stacco la testa!
- 'fanculo. - lo saluto.
Sono incavolato perché, alla fine, sono riuscito a passare in ritardo e il negozio aveva chiuso. Sbatto il cappotto sul divano e mi dirigo verso il bagno.
- Appena arrivato, ti fiondi a barricarti in bagno, eh? - ridacchia - ...non hai mai perso quest'abitudine! -
Sul momento, non colgo l'allusione.
Me ne ricorderò più tardi, a pranzo, e me ne indispettirò tanto da rovesciargli addosso un boccetto intero di salsa di soia (che, com'è noto, non va via dai vestiti neanche a pregare in turco).






















































Postato da: Ren_chan a 10:32 | link | commenti (9) |

martedì, 02 novembre 2004

Mi immagino già la scena: io che torno a casa dal lavoro e la mia adorabile mogliettina... mogliettina? Nada, nada, voliamo basso, compagna... che con la sua adorabile espressione radiosa si volta verso di me e mi fa...
- Va' a comprare le sigarette. -
Sanzo, con un’espressione ben lungi dall’essere radiosa, mi sbatte sotto al naso un foglio con sopra scribacchiata una lista di cose presumibilmente da acquistare; la scorro rapidamente con gli occhi, la prendo tra le mani per vederla meglio. Lancio un lungo sospiro.
- … e se ti dicessi che con i tuoi modi rudi hai interrotto il mio idilliaco sogno casalingo con la mia Sanza compagna ideale…? -
- Ti pianterei una pallottola nel cervello e ti darei del burlone. –
Sogghigno, e mi sollevo leggermente dal divano sul quale sono steso.
- …ohoh… ma come siamo carini! Non sapevo che anche tu avessi un lato mattacchione… -
- Alza il culo, piantala di fare l’idiota ed esci. –
Come non detto. Non sapevo che avesse un lato mattacchione semplicemente perché non esiste. Mi alzo del tutto, depongo la lattina di birra che stavo sorseggiando, infilo la giacca, prendo portafoglio, chiavi di casa, mi avvio verso la porta…
- Bye, darling! –
… e la richiudo dietro di me.

Comincio a scendere le scale.
Uff...
Beh, non è da tutti potere abitare con un soprammobile del genere. Adorabile! Sembra tratto da un documentario dell'Isola di Pasqua... insomma, una rarità unica al mondo.

Se essere socievoli facesse male, lui di certo non urlerebbe da mattino a sera. In compenso, è bravo a cucinare i ramen e l’insalata. Però in cucina io mantengo il mio primato…
C’è da dire che almeno lui sa organizzarsi un po’ meglio di me. Quindi, per intenderci, se da me dipendessero le sorti del nostro dolce nido d’amore, verremmo sommersi da sigarette spente, lattine di birra vuote, e probabilmente anche cartoni vari… per cui, se evitiamo questa fine indegna, non posso che esserne felice! (di certo, non sono un amico dell’ordine)

Che dite, dovrei reputarmi fortunato ad avere una simile mogliettina?… l’unico suo difetto è che le sue eccessive manifestazioni di affetto giornaliere mi mettono in imbarazzo…
Ma a parte questo…

Serata tranquilla. Troppo tranquilla, in giro non c’è praticamente nessuno. Forse è per l’ora tarda. Fortunatamente conosco un luogo aperto ventiquattro ore su ventiquattro… e guarda caso, non è nemmeno troppo distante da casa nostra.
Avvisto, finalmente, il neon luminoso del piccolo supermercato, e mi ci infilo.

Sigarette… roba precotta… birra… caffè… ah, giusto, l’accendino!
Credo di avere preso tutto, stavolta…

- Gojyo, come mai da queste parti? -
Una voce cortese richiama la mia attenzione; alzo gli occhi. Mi trovo a faccia a faccia con…
- Hakkai! Da quanto tempo sei qua? -
Ride.
– Io qui… ci lavoro, non ricordi? -
No. Non ricordo affatto. Perché dovrei ricordare una cosa che non sapevo?!
- … non lo sapevo, semplicemente… - appoggio la roba sul bancone. – Come te la passi? -
- Oh, come sempre! Tutto bene all’università… solo che ho pensato di trovarmi un lavoro. – prende una lattina di birra e digita delle cifre sulla cassa. - … ma ho pensato di trovarmi un lavoro supplementare a quello della libreria. -
- … ah, lavori pure in una libreria? -
- Ma certo! Questo già da tempo!… - continua a smacchinare con la cassa, sorridendo. – Dai, non dirmi che non ti avevo detto nemmeno questo! –
- … boh… magari l’arterio del mio coinquilino mi sta contagiando, che vuoi che ti dica! – ridacchio.
Anche lui ride, di rimando.
- Allora, come va la vostra convivenza? -
- Come può andare la convivenza con un soprammobile dell’Isola di Pasqua… ti guarda male ma non ti dice granché… - mi frugo nelle tasche ed estraggo qualche banconota. – Con l’unica differenza che il mio soprammobile mi minaccia spesso di morte! -
Hakkai prende la banconota e fa per darmi il resto.
- Beh, Sanzo non ha mai avuto un carattere troppo facile… -
- Già… -
Hakkai prende una borsa di plastica e ci infila rapidamente i miei acquisti.
- E il tuo lavoro, tutto bene? -
- Non mi lamento… - rispondo, avvicinandomi per prendere la borsa.
- Bene!… - il mio amico continua a sorridermi, come praticamente ha sempre fatto. - …allora grazie mille per essere passato! – china appena la testa, educatamente, per poi risollevarla subito. – La signora Sogawa sarà davvero felice di sapere che i clienti continuano ad arrivare nel suo negozio! –
Non posso fare a meno di stupirmi, e di lanciare ad Hakkai uno sguardo interrogativo:
- … la…signora Sogawa… sarebbe?… -
Hakkai ride.
- Dai, Gojyo, non dirmi che non ti ho detto nemmeno questo… -
- Senti, Hakkai, non farmi passare per il rincitrullito, tu non mi parli di te da mesi! -
- Oh, più che giusto… - sembra rifletterci un attimo; poi torna alla sua solita, gioviale espressione. – Devi sapere che la signora Sogawa è la padrona del negozio… io le do una mano durante gli orari notturni, perché ormai, cominciando ad essere un po’ anziana, ha bisogno di un aiuto… e così mi sono offerto volontario per darle una mano. -
I miei occhi si spalancano ancora di più.
- E continui a lavorare per la libreria?! -
- Sì, nel primo pomeriggio, quando non sono all’università. -
- … ma… ogni tanto dormi anche, vero? -
- Se mi resta del tempo dopo il volontariato, faccio anche quello… -
O__O - …VOLONTARIATO?! -
- Sì, Gojyo… volontariato! – mi ripete lui, dolcemente. – Ma perché hai quell’espressione basita? -
E io che mi lamento per l’impiego al Night-Club… mio Dio! Hakkai non è umano… l’ho sempre detto! L’ho sempre detto!
- … niente, niente! – cerco di ricompormi e di tornare al mio savoir-faire (anche quello incide, of course!). - … mi stavo solo stupendo del fatto che tu non fossi anche donatore di sangue, sai… -
- A dire il vero, sono anche quello, una volta al mese… -
- … CI VEDIAMO, HAKKAI. –

Un exper? Un automa? Un robot?
Non voglio indagare su cosa sia veramente Hakkai!
… anche perché ho idea che il negozio della povera vecchietta che aiuta sarà il nostro unico sostentamento… per cui, immagino che ci incontreremo molto spesso.
Robe da matti… io all’università non vado nemmeno, e tiro avanti con un lavoretto al Night-Club, che mi impegna quattro giorni a settimana… devo dire che sono quasi vicino a sentirmi un verme, il che è tutto dire!

Infilo la chiave nella toppa ed entro in casa.
Sanzo è chino sui libri, mentre si fuma una delle ultime sigarette rimaste.
Solleva a mala pena lo sguardo e si leva gli occhiali, mostrando il suo sguardo truce in tutta la sua integrità.
- Hai comprato le sigarette? – chiede, acido.
Frugo nella borsa e gli appoggio sul tavolo un pacchetto di Malboro.
- E il resto? -
Appoggio tutta la borsa sul tavolo, e gli mostro il venerabile contenuto. Lui mi fissa, sempre trucemente, e, considerato il suo silenzio, lo prendo come un cenno di assenso, e mi accingo a sistemare gran parte del contenuto nel frigo.
- Stai migliorando in Quoziente Intellettivo. –
E’ il suo commento, dopo che mi sono allontanato.

- …Sanzo…? -
- Mh? -
- Dovremmo proprio vergognarci. -
- ?! -
Ridacchio.













































































Postato da: Leryu a 18:17 | link | commenti (10) |

sabato, 16 ottobre 2004

Proviamo a fare mente locale.

E' cominciato tutto un tempo che ormai si aggira a una settimana fa, quando me ne stavo stipato in metropolitana cercando di schivare il più possibile il contatto appiccicoso e fastidioso della folla. E' stato più o meno quando il vagone si era liberato a una tale fermata di un certo numero di gente permettendomi così di respirare, che avevo visto laggiù in fondo una testa rossa dalla quale provenivano esclamazioni colorite a gran tono di voce. Kappa che tenta di abbordare una ragazza, dice il mio cervello. La reazione è semplice e cristallina; mi volto facendo finta di non conoscerlo.
- Ehilà, Sanzo! -
Come non detto.
- Ciao. - monosillabo, chiudendo a stento il libro da cui stavo leggendo.
Le solite due o tre chiacchiere inconcludenti cui rispondo a monosillabi, poi una domanda:
- Dì, e adesso dove sei sistemato? -
- Per amor del vero sto cercando una sistemazione proprio ora. Ma pare che Tokyo nella zona che mi fa comodo sia strapiena di giovani universitari come me che riempiono gli unici monolocali in affitto. -
- No, davvero? - strabuzza Gojyo. Poi fa un sorriso, il suo ghigno di quando ha l'idea - Figurati che ho il tuo stesso identico problema. Sai che ho la soluzione? -
- Quale? - mi interesso, controvoglia. Ne ho bisogno.
- Hai tempo? -
- Abbastanza -
- Vieni con me, allora. Ti faccio vedere. -

Sono senza parole.
- E' una bella idea, vero? - trilla l'ignaro ( sento la sua voce lontana anni luce), mentre siamo fermi davanti ad un tabellone di una semi-sconosciuta agenzia immobiliare.
- Gojyo... -
- Sì, caro? -
Mi volto verso di lui lentamente, con un'espressione che presumo essere completamente senza volto.
- ...ma questo è un'appartamento per due persone. -
- Sì, appunto! E' una bella offerta, fai i conti, se lo si affitta in due e si divide il costo viene un terzo meno che ad affittare un monolocale in centro! -
- Tu stai scherzando. -
- Ma come sei asociale e bacchettone! Ho voglia di risparmiare grana! -
- Non me ne frega niente, io non divido il mio appartamento non nessuno, MEN CHE MENO CON TE! -
- E fai meno il sostenuto, razza di ACIDO BONZO CORROTTO! -
- E IL BONZO DA DOVE SALTA FUORI, DEFICIENTE!? -
- MA SE UNA VOLTA A MOMENTI PRENDEVI I VOTI! -
- IO TI AMMAZZO!! -
- E FATTI SOTTO, BASTARDO!! -
La gente si volta per strada, così lo prendo e lo trascino via.
Segue una discussione interminabile, in cui alla fine mi rendo conto mordendomi la lingua che quell'essere microcefalo ha ragione. E che i miei soldi sono contati. Pare che non ci sia proprio scelta...

- Su, entrate! Ah ah! Squallido vero? Si adatta alla personalità del mio coinquilino... no, davvero, entrate, Goku, Goku, SCIMMIA quello è uno scatolone, attento a non inciamparci, perdio! Ah, quel soprammobile laggiù con la faccia ingrugnata è Sanzo, non fateci caso. - ^_^
- Ciao, Sanzo! - ^ ^-
Me ne sto fuori dal discorso dignitosamente, una nuvola nera sopra la testa.
- Ah ah, andiamo, Sanzo, so che per te sarà un'impresa, convivere con Gojyo, ma sarà un buon allenamento per la tua pazienza! - O_^
- Hakkai... non commentare! -
- Ok, ok... -
Insomma, tutti discorsi del genere. Sono talmente indispettito che me ne vado di là a ristemare la mia roba nella mia stanzina fregandomene altamente degli ospiti, e che ospiti, questa manco è ancora casa mia, e poi che li ha chiamati a fare, a rompere i coglioni?! Neanche abbiamo sistemato gli scatoloni che già porta gente a far casino! Non so, che vogliamo fare, dare un rave party stasera, intanto che ci siamo?!
Non mi badano e mi lasciano in pace. Mentre li vedo scendere giù dalle scale, Gojyo mi lancia una strizzatina d'occhio:
- Cura la casa, da brava mogliettina! -
Lo mando a farsi fottere. E che ci resti, per la miseria!

Una settimana. Circa. Certo, è fastidioso. Oltre al fatto che ci sopportiamo poco, i ritmi e lo stile di vita di Gojyo sono per me assolutamente inconcepibili.
Per non parlare per esempio di quella volta che ha portato a casa la tipa. Una settimana, neanche, voglio dire. Senti. Puoi andare dove ti pare e star fuori anche tre mesi, altro che una notte. MA TU UNA TIPA/TROIA QUI DA ME IN CASA MIA NON CE LA PORTI. *_*
Una donna dal QI relativamente scarso che tra l'altro già dal primo momento in cui l'amico là ha chiuso la porta mi ha fissato con un'aria della serie "Accidenti, seguo un figo, ne trovo un altro!". Per dire la castità/coerenza/faccia tosta. Gojyo, nel vedermi ancora alzato, ha aperto bocca e potevo vedere le sue meningi sforzarsi facendo scorrergli davanti agli occhi le possibili giustificazioni/motivazioni. E sapete io cos'ho fatto?
Ho sbattuto la tipa fuori di casa.
- Ma che diavolo fai, accidenti a te, si può sapere?! -
Così gli ho spiegato molto, molto "cortesemente" quello che ne pensavo delle sue uscite, i suoi gusti e soprattutto della bella trovata di usare casa come albergo ad ore. Tutto il mio impeto è stato bloccato praticamente solo da una sua osservazione in merito, nella quale rimarcava l'involontaria somiglianza tra la mia predica inkakkiata e una scenata di gelosia in piena regola.
Da allora gli lascio fare quel cazzo che gli pare.
Risultato: se sento delle risatine idiote su per le scale la sera tarda, vado a chiudermi in camera mia coi tappi nelle orecchie. No, perché fanno pure rumore. Rivoltante.
Sarà questo, quello che chiamano "l'adeguarsi alle abitudini del coinquilino"? Sarà. Io, comunque, prima o poi una tipa gliela risbatto fuori. Così, per principio e per sport.













































Postato da: Ren_chan a 21:04 | link | commenti (19) |